AMIAMO LA VITA… Questo abbiamo voluto dire durante il nostro 7° Trofeo Don Bosco organizzato dal Comitato Provinciale P.G.S. di Brescia e svoltosi a Manerbio il 4 Febbraio 2007. Tante le società, gli atleti (circa 100 bambini dai 5 ai 13 anni), i genitori, gli educatori ed i sostenitori coinvolti. Sono le 13:00 gli allenatori si trovano per montare i campi, preparare i tavoli per la merenda, segnalare gli spogliatoi, tanto il lavoro ma come sempre certa la ricompensa: i volti dei nostri bambini! Alle 14:00 la Palestra delle Scuole Medie inizia a gremirsi… tanto l’entusiasmo, tanti i preparativi e finalmente possiamo iniziare. Il Trofeo si apre con la proiezione di un filmato tratto dalla strenna del Rettor Maggiore della Famiglia Salesiana, che sarà poi la linea guida della giornata. Questa la storia…

“C’era una volta un paese grigio e triste, dove quando pioveva, tutti gli abitanti giravano per le strade con degli ombrelli neri. Sempre, rigorosamente, neri. Sotto l’ombrello tutti avevano una faccia corrucciata e triste… e non può essere diversamente sotto un ombrello nero!
Ma un giorno che la pioggia scrosciava, più fitta che mai, comparve all’improvviso un signore un po’ bizzarro che passeggiava sotto un ombrello giallo. E come se non bastasse, quel signore sorrideva! Alcuni passanti lo guardavano scandalizzati da sotto i loro neri parapioggia, altri lo accusavano di essere uno che a tutti i costi voleva farsi notare, uno poco serio, un pazzo.
Solo la piccola Natascha non sapeva cosa pensare. Un giorno all’uscita dalla scuola la bimba si accorse di aver dimenticato il suo ombrello nero. Il caso volle che di li a poco la piccola incrociasse il signore con l’ombrello giallo che, vedendola tutta inzuppata, le chiese sorridente se voleva ripararsi con lui. Dopo una prima esitazione Natascha accettò e si accorse che sotto quell’ombrello il cattivo tempo spariva, un sole caldo la avvolgeva. Il signore allora le spiegò che non era pazzo, un tempo anche lui era triste come tutti gli altri abitanti; un giorno però, avendo dimenticato a sua volta l’ombrello nero a casa incontrò un signore che gli donò quello giallo , all’inizio anche lui aveva esitato per paura di essere diverso ma poi capì che lì sotto tutto era più bello. Appena arrivò a casa Natascha salutò quell’uomo e poco dopo si accorse di aver in mano l’ombrello giallo, il signore però era già sparito. Così Natascha tenne l’ombrello giallo, ma sapeva che presto sarebbe passato in altre mani per riportare il sorriso sul volto di altre persone!”
Possiamo ora dare inizio alle partite, nella palestra nuova le più grandi, Manerbio e Bagnolo A e B si sfidano in una serie infinita di partite…al termine di quelle in programma infatti le ragazze insistono per continuare, nemmeno troppo interessate a chi ha vinto o perso il torneo! Nella palestra più grande invece abbiamo allestito 4 campetti per il mini-volley e la palla rilanciata, qui a giocare troviamo bambini dai 5 ai 10 anni di Manerbio, Bettinzoli, Bassano e Nave. Ad arbitrare le partite ci sono gli allenatori ma anche papà, nonni ed atleti delle squadre più grandi. Si respira proprio un clima festoso e sereno. Anche qui al termine delle partite in programma, che già erano tantissime, gli atleti sono ben disposti a mescolare i colori delle loro maglie e a ricominciare a giocare! Il tempo scorre veloce, iniziano a vedersi i primi bambini “crollare” e qualcuno ci abbandona prima della merenda. Terminiamo i vari tornei e la Presidente del Manerbio, Barbariga Marilena, ed il Presidente Provinciale, Gozzini Alfredo, iniziano le premiazioni; tutti sono felici, le cronache dello “sport malato” di quest’ultimo periodo sembrano lontane, i nostri atleti sono soddisfatti della giornata, una giornata vissuta giocando, un po’ per uno, come piaceva a Don Bosco, cercando di valorizzare tutti e soprattutto “amando la vita”! Ad ogni bambino viene consegnato un ombrellino giallo, tutti lo aprono e la palestra assume un aspetto quasi scenografico… i cuori si riempiono: tanta la soddisfazione per la buona riuscita della giornata. Ognuno ha il suo ombrellino giallo, proprio come Natascha, un simbolo che dice ai nostri bambini di non aver paura di essere “diversi” purchè nel giusto, di non aver paura di donare un sorriso a chi si incontra per strada, “un sorriso non costa nulla ma vale molto!” C’è ancora una sfida… la merenda per tutti i circa 100 atleti affamati, tanto! Tutto va per il meglio e le prelibatezze preparate dalle nostre mamme finiscono velocemente, iniziano i saluti, arrivederci alla prossima festa. Tante le persone coinvolte oggi, primi tra tutti i nostri atleti, i Consigli delle varie società, gli alleducatori ed i genitori, volti conosciuti e volti nuovi ma ci si sente una grande famiglia, un gruppo di persone che condivide attraverso lo sport, lo stile salesiano, lo stare insieme come Don Bosco ci ha insegnato.
“…non fù difficile constatare che il cortile attirava più della chiesa; molti giovani che non sarebbero mai venuti in chiesa, erano invece attratti dal cortile” questo scriveva Don Bosco e questo il nostro compito, parlare di Gesù a quei ragazzi che non sono soliti andare in Chiesa ma che sono attratti dalla palestra e che con noi vengono a giocare! Quando un salesiano interviene nello sport lo fa certamente, pur senza strumentalizzare il gioco, per far emergere i valori e il senso evangelico contenuti in ogni esperienza di vita che i giovani fanno.
Anche quest’anno il nostro “Trofeo Don Bosco” è stato un modo per stare insieme e divertirci pur senza dimenticando che siamo atleti di Dio prima che sul campo!

Cristina